Giorgio Mazzone [Fingerpicking]

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Il genio della chitarra acustica e del fingerpicking pronto a stupirvi con i suoi brillanti e creativi arrangiamenti e le sue mirabolanti esecuzioni che non possono che lasciare a bocca aperta chiunque. Il suo repertorio è composto da composizioni di grandi fingerpickers come Dave Graham, Leo Kottke e John Renbourn, arrangiamenti dei più grandi bluesman come Robert Johnson e Muddy Waters, dal ragtime di Scott Joplin e da sue proprie composizioni originali frutto di una tecnica mostruosa e di una grande esperienza, ma anche tante altre chicche e sorprese.

Bio:

Giorgio nasce a Rho, in provincia di Milano, nel 1960.

Appassionato d’arte grafica e fumetti, durante gli studi artistici imbraccia casualmente la chitarra, esattamente nel ’76. Il suo primo repertorio folk abbraccia Bob Dylan, Crosby Stills Nash & Young, Simon & Garfunkel quando ha l’occasione di imparare subito la tecnica del fingerpicking, cui si appassiona per le immense possibilità di arrangiare qualsiasi cosa sulla chitarra.

Si applica al country blues ed al ragtime e studia gli autori più rappresentativi dei generi, come Duck Baker, Leo Kottke, John Fahey, Dave Graham, John Renbourn.

Approda al Folkstudio una domenica dell’80 ove viene invitato da un amico ad esibirsi sul palco e così sarà molte volte fino alla chiusura dello storico locale nel ’98 dovuta alla morte prematura di Giancarlo Cesaroni.

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Giorgio Mazzone–Superstition (Stevie Wonder)

 

Giorgio Mazzone, Anji (Dave Graham) live @ Six Bars Jail, Firenze

 

Nel 1981/82 si esibisce nei suoi primi concerti in teatro, tra cui il Teatro dell’Orologio e il Teatro dei Satiri, con vari amici musicisti.

Nell’82 è tra i fondatori dell’associazione Folk’n’Roll, fra cui figurano altri artisti emergenti romani, coi quali in seguito organizza altre manifestazioni in numerosi teatri. I componenti della associazione, tutti orbitanti intorno al Folkstudio, si avvicendano in studio per compilare un album rappresentativo includente formazioni quali Alba Acustica, Acustica Medievale, Roisin Dubh, Andrea Luciani, Franco Toschi ed altri.

Dalla brochure dell’associazione:

“i suoi studi musicali sono orientati verso la musica tradizionale e i compositori contemporanei, quali L. Kottke, G. Davis, Doc Watson, J. Renbourn, S. Grossman, J. Fahey, D. Graham, F. Waller, S. Joplin… Ma anche M. Dadi, Cooder, Kaukonen, Bromberg, e i primi maestri del genere, gli originali dagli anni ‘venti ai ‘quaranta da Patton “ai” Johnson… per giungere fino al repechage di geni dimenticati come B. L. Jefferson e Roy Smeck… e il pianismo stride da Morton a Walzer.”

In quella occasione viene intervistato su Radio 2 durante la trasmissione “Un altro discorso”, con passaggi di due brani dal demo succitato.

Nello stesso anno si esibisce in una epica serata al “Goldoni”, antichissimo teatro nel cuore di Roma, affittato, more pub, ad un gruppo “internazionale” di bluegrass.

Si destreggia sia con la sei corde che con la dodici – fra i pochissimi all’epoca – e con il bottleneck. La buona conoscenza dell’inglese aiuta a dar più credibilità e feeling alle interpretazioni.

Arrivano le prime recensioni menzioni e articoli: su “Rockstar”, sul “Messaggero” e “La Repubblica” in occasione di concerti e rassegne e sulla rivista “Il Blues” nonché una buona recensione ad un concorso “per indipendenti” indetto dalla rivista “Fare musica” cui partecipa coi tre brani originali incisi nelle studio sessions dell’84 su menzionate.

Nell’84 per la prima volta effettua delle registrazioni in studio, presso lo studio Li Castro, realizzando una demo che fa circolare a fini promozionali ma che viene poi edita in formato cd nel 2007, intitolata “The Natural”. Nel cd una raccolta di arrangiamenti e brani originali blues, ragtime, country, bluegrass per 6 e 12 corde.

Sempre nell’85 viene recensito dalla rivista milanese specializzata “Il Blues”, in occasione di una rassegna presso un altro locale milanese, il Tangram.

Nel frattempo suona in vari locali di Roma e provincia, ai festival de “L’Unità” e in vari circoli socio-culturali.

Sempre in quegli anni intraprende gli studi classici, comincia a fare supplenze nelle scuole medie e di musica.

Nell’87 viene invitato ad esibirsi al “Meeting dell’amicizia fra i popoli” a Rimini. Nello stesso anno ha l’occasione di duettare con John Renbourn al Folkstudio.

Nell’88 si esibisce a Milano al Samoa Blues Club in una prestigiosa rassegna di chitarre.

Si susseguono innumerevoli esibizioni in cui si ha modo di notare la costante crescita qualitativa dell’artista.

Intorno agli anni ’90 è fra i fondatori dell’associazione di musicisti di strada “Stradarte”, la quale negli anni si fa promotrice, valorizzandola, l’arte di strada, organizzando un’infinità di manifestazioni di musica, giocoleria, teatro ecc.

Nel ’90 collabora con Stradarte alle manfestazioni del mov. studentesco – che passerà alla storia come la “pantera” – suonando a p.zza del Popolo di fronte a circa 100.000 spettatori.

Nel ’92 si diploma al conservatorio in chitarra classica.

Nel frattempo si è dedicato sempre più alla scrittura di originali e di arrangiamenti in uno stile assai ricco e complesso di fingerstyle evolvendo ulteriormente il proprio stile. La prassi esecutiva, invece, si esplica maggiormente, per questioni di richiesta, in una personalissima miscela di repertorio consistente in un blues appassionato, in un ragtime virtuoso ed in classici del fingerpicking.

Artisticamente bulimico ed onnivoro, studia e pratica altri generi ed altri stili ma sempre per ricondurli al suo stile di arrangiamento in fingerstyle e fingerpicking, fra contrappunti e poliritmi.

Dopo una breve collaborazione con H. Bradley al quale è “raccomandato” da Giancarlo Cesaroni si applica alla dimensione dell’accompagnamento, poi approfondirà la ritmica manouche, unico genere “plettrato” ad interessarlo.

L’ultima passione, in ordine di tempo, sebbene l’interesse si manifestasse già dagli inizi, è quella della musica etnica e ispirato dai grandi rappresentanti del genere e dela fusion acustica fin dagli anni ‘60 come Dave Graham , Duck Baker fino ad Antonio Forcione e D’Gary.

Intanto continua ad ampliare il repertorio.

Nel frattempo, a metà dei ’90, in mancanza di una collocazione nel panorama musicale, si dedica alla registrazione del repertorio, alla composizione e cerca di produrre delle incisioni dirandando l’attività concertistica.

Dal 2001 al 2003 è a “Invito alla lettura”, il primo anno in forma “chitarra bar” suonando quasi ogni sera per tre mesi, senza vincoli stilistici o di genere, con un caloroso successo di pubblico affezionato, quindi con concerti sui vari palchi della manifestazione.

Nel 2003 partecipa al Roma Blues Festival, sulle sponde del Tevere.

Nel 2007 torna in studio a registrare e produrre il suo secondo album, sempre una collezione di brani eterogenea, tra originali e tradizionali, il tutto elaborato e riarrangiato con una sua propria cifra stilistica di fingerpicking.

Partecipa come ospite e dimostratore alle ultime cinque edizioni dell’International Guitar Festival di Sarzana, ove nasce il sodalizio con la Yairi -chitarre artigianali giapponesi – tramite il rappresentante per l’Europa col quale partecipa al “salon de la musique et du son” presso l’expo di Parigi nel 2008, e a quello della fiera di Rho.

Collabora all’organizzazione di rassegne blues: due festival denominati “Newpork Folk Festival” (sua come sempre l’idea del titolo, ispirato allo storico festival di Newport, scherzosamente paragonandosi ai vecchi bluesmen “riscoperti”) svoltisi presso l’ex manicomio S. Maria della Pietà. Fa parte del Collettivo “Much More Blues”, al terzo anno di vita, che organizza un gran numero di rassegne e festival ogni anno, presso il c.s.o.a. “La Torre” e presso il 360° di S. Lorenzo, e poi tanto altro che non ricorda a braccio gli ultimi tre anni.

Partecipa ad alcune trasmissioni radiofoniche sul blues suonando dal vivo, come a Radio Onda Rossa.

Nel 2001 ha diffuso l’ennesima “demo” con ben 26 brani, (fra i quali la sua originalissima trasposizione del Peter Gunn Theme di H. Mancini, ma anche di Going to California dei Led Zeppelin, o la sua versione di “Just one of those things” etc… ).

Nel 2004-2005 realizza, con l’attore e regista Mario Palmieri, uno spettacolo a due con  voce recitante e chitarra: “La vita è una palla al piede” nel quale suona solo musica sudamericana, rumba, tango, samba, bossa, tex mex, choro e classica anche con loop accompagnando i testi di Soriano e Galeano, portandolo in giro per locali e teatri.

Nel 2007 torna in studio e autoproduce il suo secondo cd: “Another world”.

Nel 2008 autoproduce il suo secondo cd: “The Natural,1984″(rimasterizzando con le incisioni in studio del 1982 e del 1984).

Partecipa al Ferentino Guitar Festival ed al S. Benedetto Festival di S. Benedetto Po per due anni consecutivi.

Tra gli ultimi concerti quelli romani al Beba do Samba, alla Domus Talenti, l’ultimo insieme al grande Ben Powell, ed al Cantine Blues e quelli fiorentini al Six Bars Jail.

Un genio assoluto, un chitarrista mostruoso.

Per approfondimenti: Il canale Youtube di Giorgio Mazzone

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